etica

"Uno non può pensare bene, amare bene, dormire bene, se non ha mangiato bene".

Virginia Wolf
     

BALÚ propone una ristorazione alternativa volta a soddisfare qualunque genere di clientela, prestando molta attenzione alla provenienza delle materie prime utilizzate, per la maggior parte  biologiche e a chilometro zero, oltre ad essere un convinto sostenitore dell’acqua microfiltrata.

- Il biologico:

perchè è un tipo di agricoltura che considera l'intero ecosistema agricolo, sfrutta la naturale fertilità del suolo, favorendola con interventi limitati, promuove la biodiversità dell'ambiente in cui opera ed esclude l'utilizzo di prodotti di sintesi (salvo quelli specificatamente ammessi dal regolamento comunitario) e di organismi geneticamente modificati.

- Il chilometro zero:

perchè gli alimenti “a Km zero”, detti anche a "filiera corta", oltre a provenire da una specifica zona di produzione, offrono maggiori garanzie di freschezza e genuinità proprio per l’assenza, o quasi, di trasporto e di passaggio. Con questa scelta di consumo, si valorizza la produzione locale e si recupera il legame con le proprie tradizioni gastronomiche. Inoltre, riducendo la distanza che intercorre tra il produttore ed il consumatore, si riducono le emissioni inquinanti nell'atmosfera legate al trasporto. Da uno studio della Coldiretti emerge che se una famiglia scegliesse solo prodotti locali e di stagione, facendo attenzione agli imballaggi, potrebbe evitare di emettere fino a 1000 Kg. di CO2 in un anno.

- L’acqua microfiltrata:

perchè il sistema di microfiltrazione elimina l’eccesso di cloro ed altre impurità eventualmente presenti migliorando le caratteristiche organolettiche dell’acqua, l’odore, il sapore naturale, la trasparenza e mantiene il più equilibrato contenuto di sali minerali. La microfiltrazione dell'acqua proveniente dalla rete idrica consente l'eliminazione delle sole sostanze impure presenti solitamente in quantità minime in tale acqua. Ecco perché bere acqua microfiltrata significa probabilmente bere una delle migliori acque disponibili. Nonostante i rigorosi controlli che vengono fatti per permettere l'uso e il consumo dell'acqua del rubinetto l’Italia è ai primi posti tra i paesi europei che consumano maggiormente acqua in bottiglia.

Il PET, il materiale più diffuso per l’imbottigliamento, è una delle maggiori  cause di inquinamento globale sia in fase di produzione che di smaltimento, oltre ad essere nocivo per la salute  come riportano i risultati preliminari del National Toxicology Program, secondo cui il bisfenolo A (sostanza utilizzata non solo per produrre bottiglie di plastica), avrebbe molti effetti nocivi: potrebbe accelerare la puberta’, aumentare il rischio di tumori a seno e prostata, dare problemi neurologici. Durante la produzione di 1 kg di PET (25 bottiglie da 1,5 litri) si consumano 2 kg di petrolio e 17.5 litri d’acqua. Inoltre, tale processo rilascia nell’atmosfera 40 gr. di idrocarburi, 25 gr. di ossidi di zolfo, 20 gr. di ossidi di azoto, 18 gr. di monossido di carbonio e 2,3 kg di anidride carbonica, gas responsabile dell’effetto serra. (Paul Mc Rande, The green guide, in State of the world 2004, Edizioni Ambiente, Milano 2004, pagg. 136-137).